Episodio che come è
giusto va a stabilizzare i ritmi e gli equilibri nati dopo gli ultimi avvenimenti.
Ora c’è Carter da
inquadrare dentro lo schema, e inevitabilmente questo andrà a influire anche
sulla gestione di Fusco. Per ora John, sembra deciso a tenerli all’oscuro l’uno
dell’altra, e questa scelta può rivelarsi una lama a doppio taglio, sia per
l’evoluzione della storia e dei personaggi, sia per la costruzione narrativa,
perché cascare in forzature è facile. Ma, per ora la cosa sembra funzionare, e
ci regala pure scene divertenti e interessanti, come Fusco che si preoccupa per
il didietro di John, e lo chiama per avvertirlo che la Carter si comporta in
modo strano, e si apparta per fare criptiche telefonate, e a rendere esilarante
il tutto è che, il nostro buon Lionel, non può neppure immaginare che la Carter
parli proprio al telefono con John. Voglio un posto in prima fila, per vedere
come la prenderanno i due detective quando scopriranno che lavorano per la
stessa persona.
L’introduzione di
Carter nella squadra è tra le cose più importanti e interessanti dell’episodio.
La detective ha capito sommariamente come funzionano le cose, che John e Harold
sono i buoni della storia, e cercano solo di fare del bene, ma gli mancano gli
elementi chiave, e come sottolinea Harold parlando con John “lei non dovrà mai scoprire dell’esistenza
della Macchina”. E il pensiero di Harold non solo è plausibile ma anche
condivisibile: se Carter sapesse della Macchina, potrebbe mettere in pericolo
non solo loro ma anche se stessa.
Per ora la detective
sembra adattarsi bene alla nuova situazione e, pur tenendo come punto fermo e
confine invalicabile le regole che derivano dall’essere un poliziotto, sembra
decisa ad aiutare i nostri a salvare le persone. Personalmente, ancora la
situazione non mi convince del tutto, e la collaborazione tra Carter e i nostri
due disadattati non la do per scontata. Mi aspetto ancora qualche colpo di coda,
e qualche scossa d’assestamento.
Comunque, vedere per la prima volta lavorare John e la Carter insieme è molto interessante. E il caso pur non essendo
un esempio di originalità, e senza contenere chissà quale pathos, si guarda con
piacere, perché come ho appena detto, si vede il funzionamento della serie con
i nuovi equilibri, e il number in questione
è veramente simpatico: una giovane avvocatessa un po’ strampalata e tanto
sfigata, ma, con un cuore d’oro. Una di quelle persone per le quali
inevitabilmente ci si ritrova a fare il tifo.
E da appuntare sul
calendario il fatto che John per la prima volta va al tappeto! Questo non
perché io non faccia il tifo per il nostro Batman in abito elegante, ma, c’è
una certa di soddisfazione nel vedere che anche lui è umano e le può prendere.
Però è di breve durata, perché John ci mette poco a indossare nuovamente
l’armatura invincibile e a ritornare il solito John.
L’altra cosa
importante dell’episodio è l’arrivo del figlio di Nathan, al quale Harold è
molto legato. E l’introduzione di questa figura è da apprezzare perché, oltre a
mostrarci un aspetto insolito di Harold, più amorevole e più conviviale, può
apportare uno scossone significativo alla storia: il ragazzo, Will, infatti è
deciso a scoprire il più possibile sugli ultimi anni di vita del padre, e
questo lo potrebbe portare ad avvicinarsi alla Macchina. Per Harold sicuramente
è una brutta gatta da pelare, per noi spettatori invece è come il miele per le
api.
E per ultimo, ma non
meno importante, John mette Fusco a spiare Harold. Ci si potrebbe fare domande
sulla lealtà di John ma, è facile credere che non abbia alcuna intenzione
cattiva, semplicemente vuole delle risposte. Vuole sapere qualcosa su Harold, che
di lui invece sa tanto.
VERDETTO
Episodio che
paragonato a quelli precedenti appare inevitabilmente più debole, ma è
indispensabile. Stabilizza i nuovi equilibri, e aggiunge una nuova figura,
molto importante per Harold, e che può portare a delle svolte interessanti. Non
sarà indimenticabile, ma è un buon episodio
Voto 6,5

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