Una serie dallo
spirito profondamente americano, che ricorda tanto un mix tra House of Cards,
West Wing e Homeland. Ma nonostante riproponga una storia vista e rivista,
sembra essere in grado di intrattenere piacevolmente.
Questo pilot ha un
ritmo indiavolato, in quaranta minuti ne succedono di cose! In una sola notte
gli Stati Uniti subiscono un tremendo attacco terroristico, che li priva non
solo del presidente, ma di tutte le figure più prossime alla linea di
successione. Ed è cosi che, un tranquillo padre di famiglia, che solo fino alla
mattina era letteralmente l’ultima ruota del carro, si ritrova ad essere senza
volerlo (?) il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Una persona normale,
con una famiglia normale, che si ritrova a fronteggiare situazioni
straordinarie, è solo il primo dei tanti cliché che caratterizzano questa
storia. Ma, tolte le banalità, le estremizzazioni degli stereotipi all’americana,
le cose già viste, la storia di fondo è intrigante. I doppi giochi e gli
intrighi di potere che si sono venuti già a creare, generano in chi guarda
domande, teorie...insomma è coinvolgente.
Protagonista
indiscusso naturalmente è il Designated
Survivor(figura realmente esistente nel sistema statunitense), Tom Kirkman, che in questa prima puntata sembra ispirato al
Walter White degli inizi, quando ancora Eisenberg non esisteva. Ma, il
cambiamento repentino, da buon padre di famiglia, con tante incertezze e
fragilità, a uomo risoluto, che minaccia con disinvoltura l’ambasciatore
iraniano e tutto l’Iran, è stonato, fatto male. E’ sicuro che anche qui gli
autori andranno a giocare con una evoluzione o involuzione del personaggio, che
lo porterà ad essere più cinico, più duro, più pragmatico ecc... perché si sa, le
figure grigie e complesse, vanno tanto di moda, però sperò affrontino questo
percorso del personaggio rispettando i giusti tempi. Su Kiefer
Sutherland (l’attore che interpreta Tom Kirkman) ancora non esprimo un
opinione. Personalmente è un attore che non ho mai apprezzato particolarmente,
colpa del fatto anche, che io lo associo unicamente al personaggio
bi-dimensione extra ramboide di Jack Bauer, che non è proprio il genere di personaggio che preferisco, ma
prima di esprimere un qualsiasi giudizio voglio vedere come si comporterà nei
prossimi episodio. In questo comunque, non ha di certo dato prestazioni
memorabili, semplicemente ha portato a casa la parte.
Gli altri personaggio
e rispettivi attori per ora non hanno lasciato un’impronta tangibile o positiva.
La famiglia stessa del buon Tom, è un concentrato poco originale: la moglie,
cazzuta e forte, lo sostiene e lo sprona passo passo, ma si concede anche le
lagne standard legate alla situazione, e l’attrice non ha dato una grande
prova. I figli, l’uno un adolescente ribelle, che molto probabilmente porterà
guai, l’altra una tenerissima bambina, che non si può non amare (anche io la
amo). Il resto poco abbozzato, l’unico a spiccare è il Generale, che si profila
come uno degli antagonisti del nuovo presidente. Ma la sua caratterizzazione
non è delle migliori, è quasi una caricatura (ma forse è cosa voluta) del
militare americano guerrafondaio: tempo quindici minuti vuole le portaerei in
mare, le testate nucleare puntate, l'air force in aria, la CIA sguinzagliata
per mezzo mondo e per altro mezzo le blackwater, e cosi assaltare l'intero
pianeta.
Su Maggie Q, oltre al
fatto che rimane bella e bona da paura ho poco da dire. Interpreta un agente
FBI che indaga sull’attentato dinamitardo che ha portato la morte del
presidente. Ma per ora la sua trama ha detto poco, l’unica cosa interessante
(ma scontata) venuta fuori è che, molto probabilmente, la minaccia viene
dall’interno degli USA stessi e non da qualche organizzazione terroristica. L’unica
cosa che spero è, che la bella e sempre in forma Meggie non si ritrovi a
vestire i panni della Jack Bauer della situazione.
VERDETTO
Come ho detto non una
serie speciale, ma abbastanza interessante, e tra le proposte broadcast di
quest’anno è tra le più attraenti. Il pilot scorre bene, senza momenti morti,
anzi il contrario, forse alcune cose sono state affrontate con troppa fretta,
ma poco male, il ritmo incalzante ha reso la storia più appetibile.
L’evoluzione, anche se abbastanza prevedibile, incuriosisce, e invoglia a
vedere il prosieguo. Una cosa è certa però, vista la premessa, questa serie,
per non diventare un brodo allungato, non può durare anni su anni. Questa è una
storia che dovrebbe esaurirsi in tempi medio-brevi.
Comunque, per ora,
sperando che non cada in lungaggini inutili, e che gli stereotipi e i cliché
non diventino il tratto caratteristico, la serie è promossa. La seguirò.
Voto 6,5

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